Dal 9 al 15 novembre si celebra la Settimana di sensibilizzazione sull’oftalmopatia tiroidea – un’occasione per ricordare che la tiroide non influisce solo su metabolismo, umore e peso, ma anche sugli occhi. Molti pazienti con malattia di Basedow-Graves attribuiscono a lungo disturbi come bruciore, arrossamento o palpebre gonfie alla stanchezza o a un’allergia. Riconoscere in tempo i sintomi permette però di seguire e curare la malattia nella fase in cui la protezione della vista è più efficace.
Che cos’è l’oftalmopatia tiroidea?
L’oftalmopatia tiroidea (nota anche come orbitopatia di Graves o oftalmopatia endocrina) è una malattia autoimmune: il sistema immunitario attacca per errore i muscoli e il tessuto adiposo dell’orbita, che di conseguenza si gonfiano. Compare più spesso con l’ipertiroidismo della malattia di Basedow-Graves, ma può presentarsi anche con una tiroide poco attiva o del tutto normale, come riporta l’ American Academy of Ophthalmology (AAO). Secondo l’organizzazione Prevent Blindness, fino alla metà delle persone con malattia di Basedow-Graves sviluppa alterazioni oculari, e le donne si ammalano più spesso.
La malattia di solito attraversa due fasi. Nella fase attiva (infiammatoria), che può durare da uno a tre anni, i tessuti sono gonfi e i sintomi cambiano. Segue poi la fase stabile in cui l’infiammazione si attenua, ma alcuni cambiamenti, come la sporgenza degli occhi, possono rimanere.
Sintomi da non trascurare
I disturbi possono essere lievi e variabili, e a volte un occhio è più colpito dell’altro. I più frequenti sono:
- secchezza, sensazione di sabbia negli occhi e bruciore, spesso con lacrimazione eccessiva e sensibilità alla luce
- arrossamento della sclera e palpebre gonfie, soprattutto al mattino
- occhi sporgenti (esoftalmo) e palpebre retratte, che rendono lo sguardo «spaventato» o fisso
- visione doppia, soprattutto guardando in alto o di lato, e dolore o pressione dietro gli occhi muovendoli
- più raramente, vista offuscata o colori più spenti – segno che il gonfiore potrebbe comprimere il nervo ottico
Chi è più a rischio?
La malattia può comparire a qualsiasi età, ma è più frequente nelle persone con malattia di Basedow-Graves o con predisposizione familiare alle malattie autoimmuni della tiroide. Il fattore più importante su cui possiamo intervenire è il fumo: secondo Prevent Blindness, i fumatori hanno un rischio da sette a otto volte maggiore, la fase attiva dura più a lungo e la terapia è meno efficace. È importante anche che gli ormoni tiroidei siano in equilibrio, quindi una buona collaborazione con l’endocrinologo fa parte della protezione degli occhi.
Come si fa la diagnosi?
Durante la visita oculistica si controllano acuità visiva, percezione dei colori, movimenti degli occhi e posizione delle palpebre, superficie oculare e pressione oculare. Il grado di sporgenza si misura con l’ esoftalmometria – una misurazione semplice e indolore che mostra di quanto l’occhio si è spostato in avanti. Misurazioni ripetute nel tempo indicano se la malattia è stabile o progredisce. L’imaging del nervo ottico e della retina con tomografia a coerenza ottica (OCT), parte della nostra visita oculistica Premium Plus, aiuta a monitorare lo stato del nervo ottico. Se necessario, il medico può consigliare anche l’imaging delle orbite ed esami di laboratorio in accordo con l’endocrinologo.
Cosa può aiutarLa nella vita quotidiana
La terapia dipende dall’attività e dalla gravità della malattia. Nelle forme lievi spesso bastano misure per proteggere la superficie oculare e il controllo dei fattori di rischio, mentre nelle forme moderate e gravi si usano farmaci antinfiammatori e, nella fase stabile, se necessario, interventi chirurgici su palpebre, muscoli o orbita, come indicano le linee guida europee EUGOGO. Oltre alla terapia stabilita dal medico, possono aiutare anche queste abitudini:
- Se fuma, smettere è uno dei passi più importanti per la salute dei Suoi occhi.
- Usi lacrime artificiali senza conservanti durante il giorno e un gel o una pomata prima di dormire se le palpebre non chiudono completamente l’occhio.
- Porti occhiali da sole con protezione UV – proteggono da luce, vento e secchezza.
- Dorma con la testa leggermente sollevata; il gonfiore mattutino delle palpebre spesso si riduce.
- Gli impacchi freddi possono alleviare la sensazione di gonfiore e il fastidio.
- Controlli regolarmente gli ormoni tiroidei e non salti le visite programmate.
Quando rivolgersi all’oculista?
Se ha una malattia della tiroide, è consigliabile fare una visita oculistica appena nota un qualsiasi cambiamento agli occhi o alle palpebre, anche se sembra lieve. Non rimandi la visita se nota:
- sporgenza di uno o entrambi gli occhi o un cambiamento dello sguardo,
- visione doppia o dolore muovendo gli occhi,
- secchezza e arrossamento che non passano con le lacrime artificiali.
Si rivolga con urgenza se la vista si offusca o peggiora, se i colori appaiono più spenti di prima o se non riesce a chiudere gli occhi – sono segni che richiedono una valutazione rapida.
Conclusione
L’oftalmopatia tiroidea può spaventare, ma con il riconoscimento precoce, controlli regolari e la collaborazione tra oculista ed endocrinologo, la maggior parte dei pazienti supera con successo la fase attiva e conserva una buona vista. Al Poliklinika Pavan la visita comprende la misurazione della sporgenza degli occhi, la valutazione della superficie oculare e, se necessario, l’imaging del nervo ottico. Veda i nostri servizi, e può prenotare al numero 047 655 999 o tramite modulo di contatto.
Fonti: AAO – What Is Thyroid Eye Disease (TED)?; Prevent Blindness – Thyroid Eye Disease; Bartalena L. i sur. The 2021 EUGOGO clinical practice guidelines for the medical management of Graves’ orbitopathy. Eur J Endocrinol. 2021; Prevent Blindness – Thyroid Eye Disease Week 2026.









